Dalla fine del XX secolo ad oggi, gli apparecchi acustici hanno subito numerose trasformazioni sia dal punto di vista estetico che tecnologico. Siamo passati, infatti e per nostra fortuna, aggiungerei, dalle protesi analogiche, prevalentemente retroauricolari, che inviavano un segnale sempre continuo ed uniforme, soprattutto in termini di volume (o amplificazione che dir si voglia), agli apparecchi acustici digitali, capaci di offrire anche delle sfumature di suono e di adattarsi ad ogni individuo utilizzatore in base agli ambienti, riuscendo ad operare una distinzione tra voce e rumore.

Grazie alla nanotecnologia gli apparecchi acustici, oggi, sono diventati anche più belli esteticamente, al punto di avere un ingombro di pochi centimetri ed un peso di pochi grammi, sia che parliamo di retroauricolari che di endoauricolari.

Le moderne soluzioni acustiche, poi, sono divenute impermeabili e resistenti a polvere o sudore; ergonomiche ed in grado di adattarsi anche ai condotti uditivi più stretti; capaci di comunicare tra loro grazie alla tecnologia wireless; di connettersi agli smartphone o ai televisori di ultima generazione grazie al bluetooth; controllabili attraverso applicazioni facili da scaricare e da gestire.

Ogni anno le case costruttrici immettono sul mercato globale apparecchi acustici sempre più performanti, capaci di adattarsi ad ogni esigenza, ad ogni perdita uditiva.

Come orientarsi, allora, tra gli stessi?

A nostro avviso dovrà essere l’audioprotesista, in quanto tecnico laureato in Scienze Audioprotesiche a consigliare per il meglio il cliente che a lui si rivolge e questo in base alla sua professionalità e competenza. Internet sicuramente può aiutare a farsi un’idea di quello che potrebbe essere il prodotto giusto per noi, un po’ come si fa quando si deve acquistare un cellulare. Qui, però, il discorso è ben più complesso.

Non parliamo di grandezza di un display o risoluzione della videocamera, bensì di fisica acustica e della possibilità di riuscire a sentire e capire meglio in ogni situazione. Parliamo di migliorare la qualità della nostra vita, grazie all’audioprotesista al quale ci affidiamo ed alla sua scelta protesica. In questo momento storico così difficile, dove i contatti sociali vengono praticamente ridotti a zero, l’aiuto che può provenire da una corretta applicazione protesica diventa ancora più importante, diventa vitale.

A casa da soli o in compagnia dei propri cari, davanti ad un televisore, dal medico, sul posto di lavoro, l’imperativo diventa…sentire e capire per non isolarsi ancora di più.

Un’informazione, però, che a nostro avviso tutti dovrebbero avere è che, come per ogni computer, anche per gli apparecchi acustici che di fatto hanno una parte software ed una hardware, esiste una distinzione per fasce. Si parla infatti di fascia base o entry level, quando abbiamo a che fare con apparecchi acustici sempre di buona fattura ed in grado di aiutare la nostra perdita uditiva, ma con accorgimenti tecnologici più limitati rispetto ad altre versioni della stessa famiglia. Ad esempio un minor numero di frequenze acustiche che vengono elaborate, un processore un po’ meno veloce nell’elaborazione dei segnali e quindi delle informazioni, una minore riduzione/compressione del rumore di fondo.

Più aumentano le bande frequenziali, più il processore diventa veloce, in grado di focalizzarsi sul parlato attenuando il rumore di fondo, riducendo fenomeni di riverbero acustico, più c’è una capacità adattiva dei microfoni in relazione ai diversi ambienti e più ci si sposta su apparecchi di fascia media, per culminare con i cosiddetti top di gamma o apparecchi di fascia alta. Naturalmente la fascia di appartenenza incide sul prezzo di vendita.

Oggi possiamo trovare sul mercato italiano una coppia di apparecchi di fascia base proposta intorno ai 3500/4000 euro la coppia.

Il prezzo degli apparecchi di fascia media si aggira invece intorno ai 5000 euro la coppia, mentre per i top di gamma si parla di un range che va tra i 6000 e gli 8000 euro la coppia.

Muovendo dalla convinzione che sentire è un diritto, non un lusso, sta per divenire operativa in zona Roma centro una nuova realtà il cui obiettivo è quello di fornire ai deboli di udito, serietà professionale ed apparecchi acustici altamente performanti ad un prezzo di vendita, però, sicuramente più competitivo di quelli sopra citati. Stiamo arrivando.

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